Morenica 'Blog'



Cadira a Santo Stefano

Venerdi 07 Settembre ritorna Morenica con il concerto del trio Cadira che ri-presenteranno il proprio primo disco, dedicato alla “musica delle terre di Spagna”.

Vi aspettiamo numerosi a Chiaverano, nell’area della chiesa di Santo Stefano alle 21.30.

Intanto potete vedere le foto degli spettacoli di “Aspettando Morenica” di Bollengo, Andrate e Nomaglio.


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Quest’anno Morenica ha ospitato due spettacoli dell’attore e capocomico torinese Domenico Castaldo: “Bird’s Parade” e “Il giro”.

La compagnia di Domenico ha aperto l’edizione 2007 del Festival, inaugurando la “piazza” di Bollengo, nuovo acquisto della manifestazione.

Potete vedere le belle foto di “Bird’s Parade” qui, in attesa delle foto del “Giro” e dello spettacolo di teatro di figura “Faust e la mano bianca” Domenica 19 agosto a Nomaglio, nel Salone Ecomuseo alle ore 21.


Il via a Morenica 2007!

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Eccoci pronti a partire anche quest’anno, per due mesi di incontri, spettacoli e laboratori nel meraviglioso panorama dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea.
I comuni coinvolti quest’anno saranno, in ordine cronologico, Bollengo, Andrate, Nomaglio, Chiaverano, Borgofranco e Candia.

Morenica li attraverserà in un momento particolare dell’anno per ciascun paese, un momento di festa, in cui Morenica approda portando uno spettacolo, un concerto o una danza: Sant’Eusebio a Bollengo, San Pietro ad Andrate,  San Bartolomeo a Nomaglio, le Giornate del Rosmarino e Santa Teodora a Chiaverano, San Maurizio a Borgofranco e San Michele a Candia.
Tanti Santi per un festival in bilico tra il sacro e il profano, tra cultura popolare, territorio e spiritualità.

Appuntamento per questa sera mercoledì 1 agosto 2007 a Bollengo ore 20.30 per lo spettacolo “Bird’s parade” di Domenico Castaldo e Katia Capato del Laboratorio Permanente di Ricerca sull’Arte dell’Attore.


Laboratorio di Capodanno

gita

Per la settimana di capodanno, per cominciare bene l’anno nuovo, l’Associazione Culturale Sensounico propone “Il Canto del Maestro Astavakra“, laboratorio verso un teatro essenziale a partire dall’Astavakra Samitha (IV sec. a.c.): dall’analisi del testo allíazione scenica attraverso il canto, condotto da Alessandro Berti.

Di seguito l’invito di Alessandro a partecipare al laboratorio che si terrà 5-6-7 gennaio 2006 a Banchette d’Ivrea, spazio Camelot, via Circonvallazione 5 (vicino al casello dell’autostrada)

“Il teatro oggi, qui, soffre di molte malattie, schiacciato e costretto ad essere specchio di biografie evanescenti, le nostre e di una società centrata sul guadagno e sulla ambizione. C’è un forte bisogno di vita e di teatro diversi, un bisogno a cui possiamo rispondere con il coraggio di scelte, personali e culturali, inequivoche e forti, spesso molto semplici.

Questo laboratorio si inserisce, come piccolo seme, in questo contesto.

Ho scelto di lavorare su un testo antico, l’Astavakra Samitha (il Canto di Astavakra), composto in un’epoca in cui la parola scritta, privilegio di pochi, doveva essere alta e necessaria. E’ un testo scritto in India, per tanti versi la culla della spiritualità umana. Però non è un testo religioso, ma un testo filosofico e spirituale, dunque non c’è quell’aura rituale e sacerdotale che spesso troviamo nei testi vedici ma anzi il linguaggio ha una sua freschezza e chiarezza essenziali, senza alcun mistero né rimandi a dei, diavoli ecc.

Diciamo pure che è un testo che appartiene a una spiritualità che fa da ponte, storicamente, tra induismo e buddismo: la filosofia ‘advaita’, cioè ‘non-duale’.

Ma quello che mi preme di più è la sfida di lasciarci prendere dalla grande, moderna poesia di queste parole, dalla loro forma e dal loro contenuto, inseparabili.

E’ un dialogo tra un maestro e un allievo, Astavakra e Janaka, che ha per tema il Sé, cioè quanto di più essenziale e infinito possiamo pensare, qualcosa che potremmo tradurre anche come la Vita, il Tao (la Via, per i cinesi), l’Atman (per i Veda indiani), l’Anima del mondo (per i neoplatonici rinascimentali), il Dharma (per i Buddisti) ecc. Ora tutto il Dialogo parla di questo: dell’intuizione di questo Sé universale come fonte di gioia e immensa serenità, e di uno sguardo illuminato e finalmente placato sulle cose.

E’ il grande gesto orientale di spostare l’attenzione dal nostro piccolo sé psicologico al grande Sé universale, quel gesto che permette di vedere le nostre vite in una scala molto più reale.

Bene. Affronteremo questo testo, leggendolo, comprendendolo e poi dicendolo. Useremo la voce anche cantata e useremo anche il corpo per esprimere le profonde visioni del dialogo, senza rappresentare nulla ma provando a farci invadere dalla forza balsamica di queste parole, a vibrare con queste parole, di queste parole, a esserne voce e corpo privi di ego, di abilità, di attaccamento, puri corpi cantanti e parlanti.

La cosa più facile e difficile del mondo.

Vi chiedo: a) di leggere il testo, anche solo gli estratti su cui lavoreremo, cioè i primi due capitoli (che trovate qui), o, se vi piace e vi appassiona anche tutto il dialogo, che è molto breve e lo trovate in edizione tascabile (Astavakra Samitha, Astrolabio, 2003, Euro 10); b) di venire vestiti/e comodi/e per un lavoro anche fisico ma non in tenuta troppo atletica, meglio vecchia roba larga con cui siete a vostro agio che roba da fitness.

Vi aspetto.”

Alessandro Berti

Alessandro Berti è nato a Reggio Emilia.
Dopo la scuola del Teatro di Genova, nel 1995 ha fondato con Michela Lucenti L’Impasto Comunità Teatrale, per cui ha scritto e diretto tutti gli spettacoli tra cui ricordiamo: Skankrèr, Home Balòm (1996), Terra di Burro (1997), Il mondo dei figli (1999), Trionfo Anonimo (2000), L’Agenda di Seattle (2001), Il Quartiere (2002). Nel 2002 ha vinto il premio Gherardo Gherardi col suo Teatro In Versi (Rivedere le stelle, La Riga, Simurgh-Poema delle Moltitudini). Dal 2002 al 2004 ha vissuto e lavorato in Friuli, impegnato nella realizzazione di una Scuola Popolare di Teatro e del progetto tematico legato alla psichiatria Arte/Società/Follia. Il suo ultimo lavoro, Confine, ha debuttato allo scorso festival di Santarcangelo. Attualmente vive a Roma.

Data: 5-6-7 Gennaio 2007
Luogo: Banchette di Ivrea, via Circonvallazione, 5
Orari: ven 16,00-22,00 sab e dom 14,00-21,00
Costo: 110€
Info e prenotazioni: Renato 347-9731968/ Francesca 347-9225376


Vita, morte e miracoli 2006

matrimonio pop

La donna e la terra appartengono davvero a qualcuno?
C’è spazio per una condivisione di qualche tipo?
O questo è davvero il dominio del TUTTO senza spazio per le parti?

Nel corso di Morenica 2006, la compagnia Sensounico, in collaborazione con Tecnologia Filosofica, ha proseguito il proprio lavoro di ricerca sulla vita dell’uomo e sul suo senso in relazione alla natura, alla comunità di appartenenza, alla vita stessa.

Il lavoro, uno studio e un laboratorio per uno spettacolo più che uno spettacolo compiuto, che è alla sua seconda edizione - anche se le affinità con la versione 2005 sono più di metodo che di contenuto - ha avuto come tema principale la generazione, la genesi, la nascita e la rinascita, anche per la concomitante gravidanza dell’attrice/autrice/regista Francesca Brizzolara, che ha stimolato riflessioni e creatività in questa feconda direzione.

Ancora una volta durante la lavorazione, è stato posto l’accento sul processo creativo, in modo da coinvolgere quanto più possibile persone e gruppi presenti sul territorio (il gruppo delle ragazze del coro, il gruppo musicale Occitango, ma anche i bambini della scuola “il Caminetto” - intervistati da Francesca, in modo molto delicato, sul tema: come nascono i bambini? le cui voci sono state utilizzate nel finale dello spettacolo) - non solo come interpreti ma come parte attiva nella crezione del lavoro, che si è basata sugli strumenti dell’improvvisazione e dell’oralità.