Morenica, archivi del October, 2006

La donna e la terra appartengono davvero a qualcuno?
C’è spazio per una condivisione di qualche tipo?
O questo è davvero il dominio del TUTTO senza spazio per le parti?
Nel corso di Morenica 2006, la compagnia Sensounico, in collaborazione con Tecnologia Filosofica, ha proseguito il proprio lavoro di ricerca sulla vita dell’uomo e sul suo senso in relazione alla natura, alla comunità di appartenenza, alla vita stessa.
Il lavoro, uno studio e un laboratorio per uno spettacolo più che uno spettacolo compiuto, che è alla sua seconda edizione - anche se le affinità con la versione 2005 sono più di metodo che di contenuto - ha avuto come tema principale la generazione, la genesi, la nascita e la rinascita, anche per la concomitante gravidanza dell’attrice/autrice/regista Francesca Brizzolara, che ha stimolato riflessioni e creatività in questa feconda direzione.
Ancora una volta durante la lavorazione, è stato posto l’accento sul processo creativo, in modo da coinvolgere quanto più possibile persone e gruppi presenti sul territorio (il gruppo delle ragazze del coro, il gruppo musicale Occitango, ma anche i bambini della scuola “il Caminetto” - intervistati da Francesca, in modo molto delicato, sul tema: come nascono i bambini? le cui voci sono state utilizzate nel finale dello spettacolo) - non solo come interpreti ma come parte attiva nella crezione del lavoro, che si è basata sugli strumenti dell’improvvisazione e dell’oralità.

Il 17/09/2006 ha avuto luogo, nella chiesa romanica di Santo Stefano a Chiaverano, il tanto atteso convegno “Le ultime frontiere del teatro popolare”.
L’importanza dell’evento è andata ben oltre le nostre aspettative: per la presenza di autorevoli specialisti e addetti ai lavori - Moretti, Cipolla, Artoni, Vigliermo, Gedda e, naturalmente, Alessandro Berti, che ha concluso la giornata con un piccolo assaggio di una sua nuova pièce - per la buona presenza di pubblico, sinceramente interessato agli argomenti trattati, ma soprattutto perchè è servito ad aprire un serio confronto sul lavoro che abbiamo portato avanti in questi anni in canavese e su che direzione prendere per il lavoro futuro.
La giornata, come detto, si è conclusa con un piccolo assaggio del nuovo spettacolo di Alessandro Berti - giovane e talentuoso attore-regista-drammaturgo reggiano - “Confine”, tratto liberamente da una storia di cronaca “vissuta sulla pelle” dallo stesso Alessandro.
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