Morenica, archivi del December, 2006



Laboratorio di Capodanno

gita

Per la settimana di capodanno, per cominciare bene l’anno nuovo, l’Associazione Culturale Sensounico propone “Il Canto del Maestro Astavakra“, laboratorio verso un teatro essenziale a partire dall’Astavakra Samitha (IV sec. a.c.): dall’analisi del testo allíazione scenica attraverso il canto, condotto da Alessandro Berti.

Di seguito l’invito di Alessandro a partecipare al laboratorio che si terrà 5-6-7 gennaio 2006 a Banchette d’Ivrea, spazio Camelot, via Circonvallazione 5 (vicino al casello dell’autostrada)

“Il teatro oggi, qui, soffre di molte malattie, schiacciato e costretto ad essere specchio di biografie evanescenti, le nostre e di una società centrata sul guadagno e sulla ambizione. C’è un forte bisogno di vita e di teatro diversi, un bisogno a cui possiamo rispondere con il coraggio di scelte, personali e culturali, inequivoche e forti, spesso molto semplici.

Questo laboratorio si inserisce, come piccolo seme, in questo contesto.

Ho scelto di lavorare su un testo antico, l’Astavakra Samitha (il Canto di Astavakra), composto in un’epoca in cui la parola scritta, privilegio di pochi, doveva essere alta e necessaria. E’ un testo scritto in India, per tanti versi la culla della spiritualità umana. Però non è un testo religioso, ma un testo filosofico e spirituale, dunque non c’è quell’aura rituale e sacerdotale che spesso troviamo nei testi vedici ma anzi il linguaggio ha una sua freschezza e chiarezza essenziali, senza alcun mistero né rimandi a dei, diavoli ecc.

Diciamo pure che è un testo che appartiene a una spiritualità che fa da ponte, storicamente, tra induismo e buddismo: la filosofia ‘advaita’, cioè ‘non-duale’.

Ma quello che mi preme di più è la sfida di lasciarci prendere dalla grande, moderna poesia di queste parole, dalla loro forma e dal loro contenuto, inseparabili.

E’ un dialogo tra un maestro e un allievo, Astavakra e Janaka, che ha per tema il Sé, cioè quanto di più essenziale e infinito possiamo pensare, qualcosa che potremmo tradurre anche come la Vita, il Tao (la Via, per i cinesi), l’Atman (per i Veda indiani), l’Anima del mondo (per i neoplatonici rinascimentali), il Dharma (per i Buddisti) ecc. Ora tutto il Dialogo parla di questo: dell’intuizione di questo Sé universale come fonte di gioia e immensa serenità, e di uno sguardo illuminato e finalmente placato sulle cose.

E’ il grande gesto orientale di spostare l’attenzione dal nostro piccolo sé psicologico al grande Sé universale, quel gesto che permette di vedere le nostre vite in una scala molto più reale.

Bene. Affronteremo questo testo, leggendolo, comprendendolo e poi dicendolo. Useremo la voce anche cantata e useremo anche il corpo per esprimere le profonde visioni del dialogo, senza rappresentare nulla ma provando a farci invadere dalla forza balsamica di queste parole, a vibrare con queste parole, di queste parole, a esserne voce e corpo privi di ego, di abilità, di attaccamento, puri corpi cantanti e parlanti.

La cosa più facile e difficile del mondo.

Vi chiedo: a) di leggere il testo, anche solo gli estratti su cui lavoreremo, cioè i primi due capitoli (che trovate qui), o, se vi piace e vi appassiona anche tutto il dialogo, che è molto breve e lo trovate in edizione tascabile (Astavakra Samitha, Astrolabio, 2003, Euro 10); b) di venire vestiti/e comodi/e per un lavoro anche fisico ma non in tenuta troppo atletica, meglio vecchia roba larga con cui siete a vostro agio che roba da fitness.

Vi aspetto.”

Alessandro Berti

Alessandro Berti è nato a Reggio Emilia.
Dopo la scuola del Teatro di Genova, nel 1995 ha fondato con Michela Lucenti L’Impasto Comunità Teatrale, per cui ha scritto e diretto tutti gli spettacoli tra cui ricordiamo: Skankrèr, Home Balòm (1996), Terra di Burro (1997), Il mondo dei figli (1999), Trionfo Anonimo (2000), L’Agenda di Seattle (2001), Il Quartiere (2002). Nel 2002 ha vinto il premio Gherardo Gherardi col suo Teatro In Versi (Rivedere le stelle, La Riga, Simurgh-Poema delle Moltitudini). Dal 2002 al 2004 ha vissuto e lavorato in Friuli, impegnato nella realizzazione di una Scuola Popolare di Teatro e del progetto tematico legato alla psichiatria Arte/Società/Follia. Il suo ultimo lavoro, Confine, ha debuttato allo scorso festival di Santarcangelo. Attualmente vive a Roma.

Data: 5-6-7 Gennaio 2007
Luogo: Banchette di Ivrea, via Circonvallazione, 5
Orari: ven 16,00-22,00 sab e dom 14,00-21,00
Costo: 110€
Info e prenotazioni: Renato 347-9731968/ Francesca 347-9225376