Il tema che muoverà la ricerca in questa edizione di Morenica sarà “LA PREGHIERA” intesa come ricerca profonda di identità, tentativo di contatto con l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo (quello che possono essere i nostri sogni e i nostri desideri, la nostra capacità di comprensione della natura umana e del cosmo), percorso di riconoscimento della matrice che unisce tutti, Uomini e Natura, di riconoscimento della propria specifica missione (perché sono qui? A cosa servo?), lotta contro le forze distruttive insite nella natura umana, lotta contro le proprie paure ataviche, anelito alla felicità e alla pace, ecc.
L’incessante conflitto che vediamo nel mondo attorno a noi è la prova che l’umanità deve ancora superare le forme distruttive di incontro interculturale. Nel macro come nel micro, alla base del superamento dei conflitti c’è il riconoscimento dell’altro come essere umano e l’accettazione della sua diversità come una ricchezza, non come un impedimento al proprio sviluppo, ma come un aiuto, tramite il confronto, alla propria crescita personale.
A maggior ragione in questo momento storico sempre più delicato (vedi la terrificante realtà degli ultimi conflitti bellici e terroristici che coinvolgono tutto il mondo) sta diventando sempre più forte l’esigenza di appellarsi ad una matrice comune che vada al di là delle differenze etniche, religiose, di razza, politiche, ecc. e che porti a unire là dove le spinte portano verso la divisione, a condividere, là dove le pulsioni sono dirette verso la dispersione e l’isolamento, a costruire dove gli istinti distruggono. L’uomo è talmente scisso che sta cercando di ritrovare un’unità perduta, con se stesso, con gli altri uomini e con l’ambiente.
La preghiera è un mezzo per realizzare tutto ciò, e in tal senso è la più alta manifestazione della nostra umanità. Nei tempi antichi gli esseri umani avevano un grande timore della vastità e dell’infinità della natura. E’ probabile che essi venerassero profondamente la grande presenza che andava al di là della loro comprensione, e da ciò scaturì naturalmente la preghiera, come bisogno innato nell’uomo di protezione.
Alla preghiera ancora oggi l’uomo ricorre di fronte all’inspiegabile, per trovare una ragione profonda e non solo logica di fronte ad eventi troppo dolorosi e apparentemente assurdi, che sempre più spesso travolgono l’umanità, e che sono la manifestazione estrema dell’ egocentrismo, dell’avidità di fama, potere e ricchezza e dell’animalità che scoppia nell’animo dell’uomo quando è privato dei propri diritti di Essere Umano.
Preghiera nel senso più profondo, al di là delle singole confessioni religiose, preghiera come bisogno di interrogarsi, preghiera come salto nel vuoto, come affidamento, come tensione. Anche l’opera d’arte può essere intesa come una preghiera.
In questo percorso la Natura gioca un ruolo importante in quanto origine con cui confrontarsi in primis, grembo che ci accomuna tutti come esseri umani con tutte le nostre diversità, in rapporto con l’infinito e l’ignoto che sta fuori e nel profondo della nostra anima.





















